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mercoledì 4 gennaio 2012

Vacanze operose

Mentre il blog rimane ancora un po' sonnecchiante per le vacanze, io proseguo nei miei lavori...
The Union forever... urrah, boys, urrah!

lunedì 12 dicembre 2011

NMAB 0: La Pianificazione

Ovvero, continuiamo a discutere del metodo insito nella mia follia.
Abbiamo già avuto modo di fare una carrellata generale sulle diverse fasi del NMAB (per chi non lo ricordasse, New Model Army Building). In questo post mi concentrerò sulla prima e ovviamente la più importante di queste fasi: la pianificazione.
Sì, riprendiamo in mano quella simpatica immagine del Piano Von Manstein per il Fall Gelb tedesco, con il quale i nostri amici mangiacrauti riuscirono a concentrare i quattro anni di stasi della Prima Guerra Mondiale in quaranta giorni di avanzata inarrestabile fino alla resa dei mangiacamembert (e stendiamo un velo pietoso sulla nostra "guerretta", che fu praticamente l'unico fronte sul quale i Francesi riuscirono ad avanzare...). Prima di pensare ad una qualsiasi manovra, prima di muovere di un solo metro le formazioni corazzate, prima di allacciare i lacci degli stivali della fanteria, l'Alto Comando tedesco aveva un piano.

I Cyloni. Anche loro avevano un piano... Nessuno ha mai capito quale fosse (nemmeno con il film The Plan), ma lo avevano...
Ma prima ancora di formulare la manovra, aveva raccolto ogni più piccolo dato sulle risorse a sua disposizione, aveva calcolato le distanze dell'avanzata suddividendole in giorni di marcia, aveva predefinito le linee di attacco, aveva predisposto la catena logistica... Insomma, aveva pianificato.
Nel post di presentazione del NMAB avevamo parlato di UA e UP. Non lasciamoci intimidire dalle sigle, sono tutte cose che chi dipinge miniature fa normalmente, solo che qui le chiamiamo con un nome diverso. E le inseriamo in un piano di lavoro.
Con la sigla UA intendo l'Unità di Assemblaggio. In altre parole, quante miniature devo assemblare e rifinire prima di passare alla fase di pitturazione. In generale si sa che assemblare un intero esercito in una volta sola è il miglior modo di non cominciare mai a dipingerli (lo sanno bene i miei pezzi di Guerra dell'Anello!). E' invece più utile suddividere le truppe in moduli, partendo da un nucleo base già giocabile composto in gran parte dalle truppe più comuni (queste tre parole me le devo imprimere a forza nella zucca: mai comprare subito quegli stupendi Granatieri della Vecchia Guardia, senza prima aver già messo da parte divisioni su divisioni di soldati della fanteria di linea più grezza che ci sia!). Solo in un momento successivo potremo aggiungere contingenti ulteriori, composti dalle unità più specializzate.


Il mio migliore amico durante la fase di pianificazione: la scatola d'assemblaggio. Suddividendo tutte le miniature di un Progetto tra i vari scomparti mi è più facile visualizzare i diversi gruppi di pezzi su cui lavorare.
Con la sigla UP intendo invece l'Unità di Pittura, ossia i "blocchi" di miniature che andrò a dipingere. Anche qui c'è una regola: più miniature si dipingono in uno stesso "blocco" (ossia in uno stesso UP) e meglio è. Questo perché i colori saranno più uniformi, i tempi di lavorazione si riducono, le vernici dei primi modelli hanno il tempo di asciugarsi mano a mano che completo i successivi e aver terminato cinque miniature su cento non mi dà la stessa soddisfazione (e lo stesso incentivo) di averne dipinti venti su cento. Naturalmente bisogna trovare un giusto equilibrio, per evitare di "intasare" il flusso di lavoro con una UP troppo grossa, e ogni tanto concedersi dei "premi", ossia lavorare su di un singolo pezzo speciale, come un comandante o una formazione di élite.
Fanno inoltre eccezione le eventuali miniature di test, ossia quei modelli che dipingo all'inizio del lavoro e sui quali provo nel caso del wargame fantastico le diverse combinazioni di colori, o nel caso di quello storico la corrispondenza delle svariate tinte a mia disposizione con l'omologo reale.
Tenuto conto di ciò, posso dunque stilare una lista completa delle miniature che vorrò inserire nel progetto (naturalmente mi riservo di integrarla e modificarla in seguito!), per poi suddividerla in UA e in UP.
Vediamo un esempio pratico di NMAB 0, applicato al mio Progetto A:




Truppe della Confederazione

UA 01 (Fanteria): 1 Capitano, 1 Tenente, 1 Sottotenente, 1 Primo Sergente, 4 Sergenti, 1 Portabandiera, 1 Tamburino, 16 Schermagliatori, 8 Caporali, 48 Soldati = 82 pezzi      
       UP 01.1: 24 Soldati, 4 Caporali 
     UP 01.2: 3 Ufficiali, 1 Primo Sergente, 4 Sergenti, 1 Portabandiera, 1 Tamburino,  16 schermagliatori

       UP 01.3: 24 Soldati, 4 caporali

UA 02 (Artiglieria): 2 cannoni, 8 serventi
       UP 02.1: 2 cannoni, 8 serventi

UA 03 (Cavalleria): 1 Capitano, 1 Trombettiere, 1 Portastendardo, 1 Sottotenente, 1 Primo Sergente, 24 Soldati a cavallo
       UP 03.1: 15 Soldati a cavallo
     UP 03.2: 2 Ufficiali, 1 Trombettiere, 1 Portastendardo, 1 Primo Sergente, 9 Soldati a cavallo

UA04 (Cavalleria appiedata): 6 Soldati a cavallo smontati, 1 Soldato a guardia dei cavalli
       UP 04.1: 6 Soldati a cavallo smontati, 1 Soldato a guardia dei cavalli



Posso decidere la velocità di preparazione dei diversi "blocchi" variando il numero e le dimensioni dei singoli UP (intorno alla trentina può essere un buon numero, visto che le divise dell'epoca non sono eccessivamente elaborate). E anche se è buona norma non assemblare un secondo modulo UA se prima non ho finito di dipingere tutti i sottomoduli UP del precedente, aver fatto precedentemente i "compiti" mi permetterà in caso di emergenza di assemblare rapidamente anche dei blocchi ulteriori, da schierare non dipinti.

Questa foto l'avevamo già vista. Il risultato di una buona pianificazione è un assemblaggio più rapido, che permette di mantenere chiara la suddivisione in UP fin dall'inizio del lavoro sul Progetto.

Insomma, precisione e ottimizzazione del lavoro in un contesto flessibile e riadattabile alle proprie esigenze. Un lavoro un po' impegnativo, ma intellettualmente esaltante, considerando che prima della fine del lavoro questo è l'unico momento in cui riesco a vedere tutto il mio futuro esercito nella sua interezza!


PS: A breve arriveranno anche le truppe della Confederazione, che mi aiuteranno ad illustrarvi come sto gestendo la seconda fase NMAB: l'assemblaggio.

mercoledì 23 novembre 2011

lunedì 14 novembre 2011

Ma perché non ci hanno pensato prima?

E' quello che ho pensato quando li ho visti per la prima volta. Dopo averli anche usati, credo che sarei stato pronto a sbattere contro un muro il primo designer della Citadel che mi fosse capitato a tiro urlandogli: "Ma ci voleva tanto!?".
Sto parlando dei nuovi attrezzi comparsi sul sito qualche settimana fa e dei quali vi avevo già parlato. Attrezzi che funzionano. Davvero.
Cominciamo dal primo, lo scalpellino gratta-sbavature (non so come altro chiamarlo...). Un simpatico aggeggino con una superficie diritta, una curva e una appuntita che non ha un vero e proprio taglio ma degli spigoli affilati. Passandolo sulle miniature - soprattutto se di plastica - riesce ad eliminare le sbavature della fusione senza danneggiare in maniera eccessiva il resto della superficie.

Lo scalpellino e la spazzola. Quest'ultima è un comodo bonus presente nella scatola e risulta molto utile con la sua forma allungata per rimuovere eventuali residui rimasti sulla miniatura.

L'enorme vantaggio dello scalpellino è che non essendo un taglierino non è necessario esercitare chissà quale sforzo per rimuovere via "pezzetti" di plastica e non si corre il rischio di creare delle voragini sulle braccia delle vostre povere miniature! Anzi, suggerirei di passarlo con una certa leggerezza ed una certa velocità sulla parte interessata: vedrete la linea di fusione prima diventare bianca e incresparsi, per poi sparire del tutto polverizzandosi sulla superficie dello stesso scalpellino. Un altro bonus è la quasi totale scomparsa dei famigerati "peletti", ossia quelle striscioline di plastica che si creavano qualora vi fosse venuta la pessima idea di limare le miniature in plastica.
Inoltre, se come me utilizzate le basette magnetiche della Gale Force Nine, la porzione diritta dello scalpellino rimuoverà senza troppo sforzo le impurità della gomma magnetizzata che possiamo ritrovare sul bordo della basetta stessa.
Seconda protagonista di questo post è la materia verde liquida. In altre parole, l'equivalente modellistico dell'uovo di Colombo.
La materia verde è quella specie di stucco bicomponente che si utilizza per coprire le imperfezioni negli assemblaggi e, se siete davvero bravi, per aggiungere nuovi dettagli alle vostre miniature (per gli interessati, il blog di Gnotta è un ottimo punto d'inizio). Ne esiste anche una versione "grigia" più rigida, necessaria per la creazione di elementi affilati o spigolosi.
Tutto molto bello, senonché il suddetto materiale viene formato mescolando due componenti - uno blu e uno giallo - la cui reazione chimica ci regala il magico stucco, un'operazione laboriosa e che porta ad un forte dispendio di materiale, soprattutto se dobbiamo fare riempimenti di piccole dimensioni. Inoltre, la materia verde ha più o meno la stessa consistenza della plastilina e non è sempre facile inserirla nelle fessure più minuscole.
Quindi, cosa c'era di più facile che realizzare uno stucco già pronto in forma liquida, pronto per essere applicato con un semplice pennello? 

Ed eccola qui, in tutto il suo verde splendore. Citadel consiglia di applicarla usando un pennello drybrush, poichè le sue setole rinforzate hanno meno problemi nella gestione di un materiale così viscoso. Ad ogni modo, mi è bastato un semplice passaggio sotto il rubinetto per rimuoverlo interamente dal pennello dopo l'utilizzo.
La materia verde liquida che vi ritrovate nel classico barattolino Citadel ha dunque la consistenza di una vernice molto pigmentata (direi quella di un Foundation lasciato aperto per un po'...) e sarà l'ideale per il riempimento delle fessure, ossia per l'80-90 % degli utilizzi da parte di un modellista medio.
Difficilmente tornerà utile per lavori più pesanti di conversione o di creazione di elementi aggiuntivi, anche se risultando perfettamente modellabile e carteggiabile una volta indurita sarebbe in teoria possibile procedere per applicazione di strati successivi di materiale. In effetti, vi direi che non ne vale la pena e che - visti anche i tempi di essiccazione un po' più lunghi della norma - a quel punto conviene ricorrere alla materia verde tradizionale.
Il nuovo prodotto, però, risulta quasi indispensabile per la preparazione alla pittura dei modelli in resina, visto che ci permette di tappare i buchi provocati dalle bolle d'aria che affliggono i modelli fatti con questo materiale. L'ho sperimentato di persona con i - pochi - buchetti trovati sulle navi di Dystopian Wars con ottimi risultati.

Il risultato finale su uno dei miei modelli. L'ho volutamente lasciato "grezzo" per darvi un'idea della sua consistenza. Notate come sia stato possibile inciderla per creare le linee dei capelli e della mascella. Una semplice limata leggera successiva ha eliminato i residui in eccesso. Lo utilizzerò anche per tappare lo stacco esistente tra la nuca del soldato e il suo forage cap.
Ho sentito definire questo prodotto "magia liquida". La definizione mi sembrava un po' esagerata. Ora che l'ho provato, la ritengo un eufemismo. Il risparmio di tempo è notevole, la facilità di applicazione assoluta, gli effetti molto soddisfacenti. Il mio unico dubbio è sulla tenuta nel tempo del materiale nel tubetto: quanto rimarrà "attivo" prima di asciugarsi troppo? Nel dubbio, un paio di gocce d'acqua dopo ogni utilizzo io ce le metto.
Insomma, due veri e propri regali soprattutto per chi, come me, si è ripromesso di non metterci tempi biblici a dipingere un centinaio di nordisti e un'ottantina di sudisti...

sabato 22 ottobre 2011

Un tranquillo weekend acquatico

Ecco. Un giocatore si mette da parte, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, due serate di seguito in cui provare due suoi nuovi acquisti - Dreadfleet e Star Trek: Fleet Captains - fregandosi le mani e passando la settimana in attesa di quelle serate... quando poi le cateratte del cielo decidono di aprirsi sulla città, scatenando il peggior nubifragio a Roma degli ultimi sessant'anni, e tutto va in fumo.
Certo, a molti è andata anche molto peggio (io vivo a Ostia... l'Infernetto con la sua tragedia è distante pochi minuti di macchina). Io ci ho perso solo due serate di gioco. E una cantina allagata nella quale sono finiti a mollo i supplementi di Memoir '44 (il Campaign Book e tutti gli scenari Overlord). Ma se almeno il vicino del piano di sopra non ci avesse messo lo zampino e non ci avesse allagato tutto il soffitto del salotto, beh...
Ad ogni modo, non potendomi muovere da casa per un po', ho fatto in modo di dedicare comunque la serata al mio hobby. E così, mentre altri provavano Dreadfleet (Zerloon, attendo con trepidazione il tuo nuovo diario di gioco!) io ho finalmente ultimato i basettoni magnetizzati per le miniature del Progetto A.
E il prossimo lunedì sera il Gettysburg dei fratelli Scott su History Channel non me lo toglie nessuno...
E se solo provate ad obiettarmi che il Progetto procede a rilento, beh, sappiate che la sfiga ha colpito anche i prodi soldati dell'Unione e della Confederazione, visto che ho dovuto ordinare una nuova bomboletta di coprente spray dopo che la prima aveva pensato bene di depressurizzarsi due settimane fa. Ne vogliamo parlare?
Ad ogni modo, visto che il tema della serata era comunque "marinaro" (vuoi per Dreadfleet, vuoi per l'acqua che mi gocciolava vicino...), ho iniziato ad assemblare le stupende navi di Dystopian Wars. Rob89, se questo gioco mi ha agganciato è colpa tua!
La Flotta da Guerra dell'Impero Prussiano (e qui le maiuscole ci stavano tutte...) avanza verso la battaglia. E non vi ho ancora fatto vedere i pezzi migliori, credetemi...
Non ho fatto molte foto, sia perché sono cattivo (MUAHAHAH!) sia perché ad alcuni modelli non posso rendere giustizia fino a quando non li avrò montati (due parole: portaerei zeppelin!). Seriamente, questi pezzi sono tra i più belli e dettagliati che io abbia mai avuto in mano, la resina è perfetta e praticamente priva di imperfezioni, il design anni luce avanti ai concorrenti Game Workshop compresa. Se siete curiosi, fatevi un giro sui forum della Spartan Games e capirete di cosa parlo.
Insomma, sono fighe. Punto.
Ne riparleremo a breve, statene certi. 

venerdì 23 settembre 2011

L'equivalente del porno per un wargamer


Ovvero, due prestiti dalla collezione paterna, casualmente molto utili per il Progetto A e il Progetto C. Me li sto divorando, trattenendo la bava e cercando (inutilmente) di mantenere un po' di contegno. 
E' bello avere per padre un wargamer ancora più maniacale di me! ^__^


PS: Sì, Gnotta, questi libri sono davvero belli!

giovedì 15 settembre 2011

Progetto A: Presentazione

Ma come, un Progetto non ti bastava? Adesso ne tiri fuori un altro? Ricominciamo con la lista di progetti cominciati e mai portati a termine...
Lo so, state pensando questo. Potreste anche aver ragione a pensarlo. Ma c'è un particolare importante. Laddove il Progetto C è un pet project, ossia un'idea un po' assurda e irrazionale che comincio più per affetto che per un fine ludico immediato, questo nuovo Progetto A ha un obiettivo specifico... del quale vi parlerò tra qualche tempo.
Di che si tratta? Progetto A sta per America, o meglio per la sanguinosa guerra civile che l'ha devastata dal 1861 al 1865 (e che secondo alcuni non sarebbe mai finita del tutto...). Molti di noi da bambini avranno giocato a nordisti e sudisti (beh, io l'ho fatto!) e l'immagine delle giubbe blu contro quelle grigie fa indubbiamente parte del nostro immaginario collettivo. 

Robert E. Lee (1807-1870). Forse il generale più amato della storia americana e di sicuro uno dei più grandi comandanti militari di tutti i tempi. La sua storia - che vi consiglio di leggere - è al contempo affascinante e commovente, da vero gentiluomo. Eppure pochi sanno che all'inizio della guerra Lincoln gli aveva offerto il comando delle truppe nordiste. E per tutta la guerra lui, critico convinto della schiavitù e della stessa secessione, continuò a portare sull'uniforme solo le tre stellette del grado di colonnello, quello con cui aveva lasciato l'esercito dell'Unione.

Per me questo periodo si intreccia con i ricordi adolescenziali di sceneggiati spettacolari come Il Grigio e il Blu o Nord e Sud (ho recuperato su Amazon il cofanetto con tutte e tre le serie per 15 euro... devo dire che oggi riconosco alcune ingenuità nella trama e una certa approssimazione nella descrizione degli eventi bellici, ma la rappresentazione storica è corretta e coinvolgente), con l'impressione potente che ebbi guardando film come GloryGettysburg e Gods and Generals e anche con l'emozione che provai quando andai di persona sul campo di battaglia di Gettysburg (Italia, Italia... impara dagli USA qualche lezione sulla preservazioni dei siti di battaglie storiche!). In più si tratta di un conflitto affascinante, il primo vero conflitto dell'età moderna, con problemi come la guerra d'attrito, l'impiego delle ferrovie per gli spostamenti strategici, la distruzione preordinata di strade, industrie e infrastrutture di comunicazione del nemico.
Fatto curioso, con il passare degli anni le mie iniziali simpatie nordiste si sono spostate progressivamente verso un approccio più ragionato, teso a comprendere anche le ragioni della terra di Dixie. Un'analisi più matura del conflitto mi ha convinto che - con l'ovvia e pesantissima pregiudiziale della schavitù - i dissidi tra gli Stati del Nord e quelli del Sud nascessero da motivazioni molto profonde. Il modello di sviluppo capitalistico spinto, legato allo sfruttamento della forza lavoro nei grandi impianti industriali, era poi così diverso e più nobile rispetto ad una società agraria sì dipendente dal lavoro servile ma anche più aperta all'integrazione di nuove mentalità (in posti come la Louisiana convivevano inglesi, francesi, americani, italiani, tedeschi, olandesi...) e più legata a princìpi non eminentemente materialistici? Era davvero tutto legato unicamente alla questione dei diritti civili, oppure il problema era imporre a metà dell'Unione un modello di sviluppo economico che questa metà non condivideva? E non vi erano forse tra gli stessi generali e politici del Sud molti che si dicevano antischiavisti e che volevano una integrazione graduale della popolazione afroamericana, gente come Robert E. Lee, James Longstreet o George Pickett? E vogliamo parlare del dopoguerra, con masse di afroamericani buttati per strada, senza che nessuno gli avesse mai detto che una "libertà" immediata e senza un processo di reinserimento sociale equivaleva alla pura e semplice miseria? Al di là delle romanzate teorie revisioniste della Lost Cause che hanno idealizzato fin troppo il Vecchio Sud, rimane comunque da dire che la realtà è ben più complessa di quello che pensiamo.

Ulysses S. Grant (1822-1885). Dotato di un approccio tattico meno elegante di quello di Lee (molti lo chiamavano "bulldog" per la sua continua propensione all'offensiva), il generale Grant fu però un abile stratega, pronto a cogliere i punti deboli delle manovre degli eserciti avversari e sempre in grado di concentrare le sue forze nei punti critici dei teatri operativi. Grant divenne comandante in capo delle forze delle unione solo nei primi mesi del 1864, dopo che il Nord aveva riposto le sue speranze in una lunga serie di comandanti decisamente poco capaci. Fu anche Presidente degli Stati Uniti dal 1869 al 1877.

Ma noi siamo giocatori e di giochi dobbiamo parlare. Il Progetto A è concepito per l'impiego di miniature in 28mm della Perry Miniatures (in gran parte pezzi dei loro kit in plastica rigida, con alcune integrazioni e conversioni di pezzi in metallo) per il regolamento ACW '61-'65 di Ganesha Games. Il regolamento prevede sconti tra compagnie, una scala interessante e poco utilizzata che mi ha incuriosito fin da quando ho letto la presentazione, quindi con al massimo un centinaio di pezzi per parte.
Ho scelto di creare due compagnie tipo prese dalle liste per il 1863, poiché si tratta del primo anno in cui vi è una effettiva differenziazione delle truppe (l'Unione può schierare più pezzi, ma il miglior sistema di avvicendamento utilizzato e la lunga scia di vittorie del 1862 fornisce alla Confederazione squadre più esperte) senza gli eccessivi divari del 1864 e del 1865. Le due compagnie, suddivise entrambe in otto squadre, arriveranno a contare compresi ufficiali, sottufficiali e schermagliatori 98 pezzi per il Nord e 90 per il Sud.
Poiché nel regolamento è prevista anche un adattamento delle regole per l'ottimo skirmish Song of Drums and Shakos del quale abbiamo già parlato a suo tempo, ho preso anche alcuni soldati di cavalleria appiedati che mi potranno tornare utili nonché un paio di cannoni con relativi serventi. Sempre in virtù di questo adattamento per SDS, conto in futuro - ma solo quando avrò finito questi pezzi! - di acquistare qualche altra miniatura per truppe particolari come zuavi, tiratori scelti e altre assurdità che piacciono tanto agli americani! Comprese magari le mitiche Garibaldi Guards nordiste o la Italian Legion sudista, composte rispettivamente da italo-americani e da ex militari borbonici!
Insomma, tiriamoci su le maniche e diamo una bella lezione a questi yankees!

PS: Relativamente agli Italiani che combatterono nella Guerra di Secessione, vi consiglio caldamente questa pubblicazione. E' una storia praticamente non conosciuta in Italia, ma molto affascinante.

PPS: Il Progetto A sarà un ottimo banco di prova per il NMAB. Curiosi di sapere cosa sia questo benedetto NMAB? Dovete pazientare ancora... ma solo per un pochino!

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