venerdì 30 settembre 2011

Bestiario ludico: Il Collezionista

Una definizione un po' inquietante, che riporta alla mente un serial killer o un ambiguo cercatore di farfalle? 
Beh, in effetti qualcosina di strano lo hanno questi appassionati che riempiono le loro cantine, i loro salotti, le loro "stanze segrete" con tesori ludici di ogni genere e che, come il tolkieniano drago Smaug, passano le loro giornate a rimirarli, uno per uno, talvolta dimenticando anche di possedere quella scatola particolare, quella edizione introvabile, quel gioco dal quale poi è scaturita quell'altra espansione... ci siamo capiti, il Collezionista è un'insaziabile amante di vecchie scatole, sbiadite e polverose.
Anzi no, polverose non direi proprio. Perché una delle caratteristiche essenziali di questa tipologia di giocatori è la cura maniacale con la quale trattano i loro "tesssssooooriiii". Bustine di plastica, involucri di cellophan, ripiani vetrati... talvolta perfino i sigilli originali delle confezioni, quindi mai aperte! Nessuna cautela per loro è mai esagerata, se si parla della conservazione - anzi, della cristallizzazione nel tempo - dell'oggetto dei loro desideri.


Il mio tessssorooo... la prima edizione di Star Fleet Battlessssss... con tutti i counter originali e ancora da ssssstaccare, ssssssìììì...


Li si può trovare un po' ovunque. Nelle convention dove ci sia un mercato dell'usato ma anche nei negozi mentre cercano di accaparrarsi l'ultima novità, su eBay intenti a dare la caccia ad un raro wargame degli anni '70 o ancora in lista d'attesa per il pre-order di un gioco che uscirà tra un anno. Questo perché il vero Collezionista non è semplicemente un estimatore delle glorie del passato, ma un entusiasta alla perenne ricerca di quelli che secondo lui sono "i titoli che hanno fatto, fanno e faranno la storia del gioco". O anche che, più semplicemente, lo incuriosiscono.
I suoi interessi possono dunque essere i più svariati e ognuno di loro sceglierà senza criteri predefiniti il tema portante della sua collezione. Vi saranno dunque raccoglitori di giochi tratti dai fumetti, di giochi di una certa casa editrice, di giochi di genere fantastico o fantascientifico. Più spesso ancora, la collezione sarà un misto di più requisiti che solo il suo proprietario conosce nella loro interezza o, al limite, sarà il frutto del caso, l'acquisto di quei titoli che hanno stuzzicato il Collezionista per un qualche recondito motivo e che per lui hanno una qualche importanza.
Ciò che caratterizzerà tutti costoro sarà però l'attaccamento morboso alle proprie"conquiste". Non se ne priveranno MAI, nemmeno quando la loro abitazione rischierà di implodere per il peso eccessivo, le riterranno tutte di una qualche inconoscibile ma indiscutibile importanza e - nella stragrande maggioranza dei casi - si sentiranno a disagio quando qualcuno proporrà di giocare con una di quelle scatole custodite nel sancta sanctorum
Sempre che loro permettano di togliere il sublime gioco dallo scaffale, infatti, assisteremo a scene patetiche quali la rimozione immediata di ogni alimento untuoso/umido/sbricioloso nel raggio di cinque miglia nautiche, la continua catalogazione di ogni singolo pezzo nel terrore che possa andar perso per un qualsiasi motivo, la preparazione allo scatto felino contro qualsiasi movimento inconsulto di chiunque che possa mettere a repentaglio l'integrità della mappa, delle carte o delle pedine di gioco.
E' pur vero, però, che se avete la fortuna di conoscere un Collezionista ludico e di farvi ammettere nella sua stanza del tesoro vi troverete quasi certamente di fronte ad una cornucopia di titoli che difficilmente potrete trovare in giro, e di sicuro non tutta insieme. Se poi il Collezionista in questione è vostro amico e riesce a sopportare senza troppe preoccupazioni (almeno apparenti) il pensiero che i suoi amati vengano aperti e usati, allora tenetevi caro questo compagno di giochi che sarà sempre in grado di estrarre qualcosa di nuovo e di meraviglioso dal suo cilindro.

martedì 27 settembre 2011

NMAB: Presentazione

NMAB
Molti di voi si sono chiesti cosa fosse. A molti altri non potrebbe importargliene di meno, ma visto che sono qui gli tocca sorbirsi il mio spiegone.
Cominciamo dal nome. NMAB sta per New Model Army Building. Posso già sentire le vostre espressioni di dolore: "Oh, no, arieccolo col solito Cromwell...", ma questa volta il Lord Protector non c'entra. O forse sì, visti i risultati ottenuti da quello che fu il primo vero esercito della storia inglese ad essere organizzato e addestrato in senso moderno.
Il motivo per cui ho delineato - e in parte lo sto ancora facendo - questo metodo è quello di sempre, ossia riuscire a far arrivare i miei progetti modellistici ad un quasi decente livello di completamento. 


Il cosiddetto "Piano von Manstein", dal nome del generale tedesco che ideò questa variante del Fall Gelb, ossia la manovra strategica per l'attacco alla Francia del 1940. Un esempio di metodo di lavoro che ha dato buoni risultati...


Con un approccio non organizzato ho scoperto che mi perdo, mi distraggo e apro altri progetti. Così non si finirà mai (e infatti...), quindi ho pensato di sviluppare una tecnica di gestione del lavoro che mi inquadrasse in un workflow ben delineato, che mi permettesse una rapida valutazione dei progressi fatti e che mi spronasse a conseguire degli obiettivi di breve termine, inseriti in un quadro più ampio.
Tutto questo per dire: un modo per pittare almeno una parte delle tonnellate di piombo e plastica che stanno in cantina e finire qualche straccio di esercito per poi - meraviglia delle meraviglie! - riuscire a giocarci. 
Il concetto di base è quello della suddivisione di un progetto di lunga durata quale senz'altro la pitturazione di un esercito in "moduli" più piccoli e quindi più gestibili. Finire di dipingere venti miniature senza avere una idea almeno di massima di quante ne dovrò realizzare è un conto, portarle a compimento sapendo che me ne mancano altre ottanta (quindi altre quattro unità di lavoro) è un altro!
Il NMAB è dunque suddiviso in fasi:


  • NMAB 0: Pianificazione (la definizione e la suddivisione del Progetto in Unità di Assemblaggio)
  • NMAB 1: Assemblaggio (l'assemblaggio e la preparazione delle miniature per la pittura)
  • NMAB 2: Pittura (la colorazione dei pezzi suddivisi in Unità di Pittura, dagli ultimi ritocchi dell'assemblaggio all'imbasettamento finale)
  • NMAB 3: Revisione (conteggio dei pezzi realizzati e loro immagazzinamento)

Ogni Progetto parte dunque dalla Fase 0, ossia la Pianificazione, nella quale l'ammontare generale delle miniature da realizzare viene suddiviso in Unità di Assemblaggio (UA) e a loro volta queste in Unità di Pittura (UP) a seconda delle necessità e seguendo la regola generale che consiglia la realizzazione di un primo nucleo di pezzi già "schierabile" sul campo per poi incrementarlo successivamente. Le Unità di Pittura passano dunque per le Fasi 1, 2 e 3, completate le quali si attiva una nuova UP e si ricomincia da capo. 
Naturalmente il metodo non va inteso in maniera eccessivamente rigida. Il suo scopo è quello di organizzare il lavoro su grandi quantità di pezzi - anche se sospetto possa tornare utile pure per quantitativi minori - ed è basato su tecniche di pittura veloce con qualità "da gioco". Inoltre, c'è sempre spazio, tra una UP e l'altra, per dei piccoli "premi", ossia la pitturazione di miniature speciali (il classico mostro, gli ufficiali o i personaggi eroici) che ci permetteranno di staccarci un po' dalla catena di montaggio e di recuperare un approccio più "artistico" all'hobby.
Inoltre, non vi preoccupate se per ora i termini che ho usato sono poco chiari, perché torneremo a parlarne in futuro. E' infatti mia intenzione cominciare una serie di post nei quali illustro questo metodo, utilizzando a titolo di esempio i Progetti che ho iniziato e che sono stati già concepiti seguendo il metodo NMAB.
E speriamo che questa sia la volta buona... ho voglia di tirare un po' di fucilate su di un tavolo da gioco!

domenica 25 settembre 2011

Il più grande spettacolo...

Un piccolo post personale, per celebrare la fine del primo turno di un live al quale tengo particolarmente. 
Il mio matrimonio.
Un anno fa, più o meno a quest'ora, una dolce pulzella rodigina - bella, intelligente e con un caratterino che ve lo raccomando! - ebbe la pessima idea di formalizzare la sua storia d'amore con un geek inveterato, maniacalmente attratto dal mondo del gioco intelligente, irrimediabilmente perso nei meandri della storia militare (nonché, peggio di tutto, trekkie indefesso!). Ma anche, e prima di ogni altra cosa, innamorato di lei.
Questo post vuole essere un ringraziamento per la sua pazienza ("Amore, il postino mi ha detto che all'ufficio postale hanno costruito una nuova ala del deposito per tenerci i pacchi dei tuoi acquisti di giochi e giochini"), per i suoi continui incoraggiamenti a perseguire i miei interminabili progetti di pittura ("Mi hai riempito casa con i tuoi pupazzetti... almeno adesso dipingili!"), per la sua incredibile capacità di reperire anche i titoli e gli accessori più introvabili ("Ho appena scoperto chi è che vende i dadi napoleonici in Italia... e poi non dire che non ti voglio bene!"), per le sue insuperabili capacità culinarie (che - ho il sospetto - siano il vero motivo delle visite di certi miei compagni di gioco...).
Grazie, amor mio, e che la nostra partita duri per tutta l'eternità.


venerdì 23 settembre 2011

L'equivalente del porno per un wargamer


Ovvero, due prestiti dalla collezione paterna, casualmente molto utili per il Progetto A e il Progetto C. Me li sto divorando, trattenendo la bava e cercando (inutilmente) di mantenere un po' di contegno. 
E' bello avere per padre un wargamer ancora più maniacale di me! ^__^


PS: Sì, Gnotta, questi libri sono davvero belli!

mercoledì 21 settembre 2011

La campagna d'autunno

Il fatto che io abbia idee bellicose per il prossimo autunno lo si può desumere dai miei nuovi acquisti.
Fedele alla mia tradizionale attrazione per tutti i giochi della Games Workshop che NON siano Warhammer Fantasy o Warhammer 40.000, sono subito corso a mettere in pre-ordine l'ultimo arrivato Dreadfleet. In pratica, un gioco navale ambientato nell'universo di Warhammer, con galeoni imperiali che prendono a cannonate temibili fregate guidate da capitani non-morti... 
Che dire, visto che l'ultima volta il nuovo - meraviglioso! - Space Hulk per poco non mi è sfuggito, quest'anno mi sono mosso per tempo. Viva l'impulse buying!


La corazzata Bismarck in tutto il suo splendore. Peccato che non possa usare le miniature della mia collezione di Axis and Allies: War at Sea in Dreadfleet. Vampirizzate questo, Non Morti!

E poiché un danno non è abbastanza, ho messo in pre-ordine anche il nuovissimo e osannato Star Trek: Fleet Captains. Sarò buono, prometto che NON indosserò la mia uniforme della Flotta Stellare (in effetti, una delle mie due uniformi... la nera e grigia di Primo Contatto e l'elegantissima rossa a doppio petto de L'Ira di Khan).
Ma vi prometto anche che di entrambi i giochi, non appena li avrò e sarò riuscito a farci qualche partita, vi darò puntualmente conto su questi schermi!
Engage!

PS: E non mi sono dimenticato nemmeno della mia recente ossessione per la Guerra civile americana... 

lunedì 19 settembre 2011

Battaglia (astro)navale!

Questa volta parliamo di un esperimento. Fatto su di un altro esperimento.
Con ordine...
Immaginate di essere la più grande casa editrice americana di giochi per le famiglie. Avete un quadrillione di dollari nelle vostre casse, vendete titoli come Monopoly, Trivial Pursuit, Cluedo... ai quali nessuno non ha mai giocato o quanto meno non ne ha sentito parlare. Siete nelle case di mezzo mondo, avete una forza industriale spaventosa, una rete di distribuzione ineguagliabile. Così, giusto per passare il tempo libero, cosa potreste fare?
Magari chiedervi se vale la pena per voi produrre un wargame fantascientifico - leggero quanto volete, ma pur sempre un wargame! - con tanto di mappa esagonata, miniature, carte speciali e dadi. Per poi farlo comparire sugli scaffali dei supermercati, subito dopo il reparto ortofrutta. E sapete qual'è la cosa più divertente? Questo wargame si vende e pure bene!
Aiuta molto il fatto che questo Battleship: Galaxies funziona.


Le coraggiose forze della Confederazione Interplanetaria difendono i loro confini contro la preponderante flotta dell'Unione Terrestre... no, l'ambientazione non è ESATTAMENTE questa, ma temo che tutte queste letture sulla Guerra di secessione mi stiano facendo un po' male...


La cosa più importante da tenere a mente è che Battleship negli USA altro non è che la nostra cara, vecchia, battaglia navale. Sì quella con scambi del tipo "A4: Acqua! B5: Colpita e affondata la portaerei!". Battleship Galaxies è dunque la battaglia navale tra le stelle?
Eh no, direi proprio di no. Perché questo gioco, come dicevamo, è un vero wargame su esagoni, con manovre, armamenti speciali, comandanti e gestione dell'energia.
E allora? Come funziona? Con due meccaniche di base.
Primo, l'energia. In BG tutto vi costa energia. Utilizzare una carta, muovere una nave, effettuare un attacco con armi speciali, accendere le lucine dell'albero di Natale di bordo... qualsiasi cosa succhia elettricità da un ammontare che viene rinnovato ogni turno ma che dovrete gestire con molta attenzione. Ciò vi imporrà, ad esempio, di attendere prima di mettere in campo la vostra corazzata migliore, perché solo per attivarla se ne parte una buona fetta delle vostre riserve e magari è meglio evitare di lasciarla ferma a fare da bersaglio, dedicandovi invece a potenziare le altre navi più piccole prima di lanciarle nella mischia.
Secondo, battaglia navale. Eh, come!? Ma BG non era diverso da... OK, una cosa l'ha mantenuta: le coordinate. Quando si attacca, infatti, invece di effettuare il classico tiro per colpire dobbiamo utilizzare un dado numerato e un dado con le lettere. Il risultato è il classico "D7" o "G9" che va confrontato su di una griglia riportante la sagoma della vostra nave: se nel quadratino colpito c'è un pezzo della nave, si ricevono un tot di danni. Un sistema molto semplice e direi anche elegante di simulare il fatto che le mega-corazzate distruttrici dei mondi sono sì iperprotette da scudi e compagnia cantante, ma sono di sicuro molto più facili da colpire di un veloce caccia monoposto.
Completa il tutto una pletora di carte contenenti armi aggiuntive, comandanti ed eventi vari che danno un po' di "pepe" alle partite, aggiungendo un pizzico di Magic che non guasta.
Ma, insomma, è divertente o no? Eccerto che sì. Abbiamo giocato il primo scenario, quello base base base che più base non si può, e visto che è finito con un solo caccia in vita, la partita è stata equilibrata ed emozionante fino alla fine. Le due fazioni (i terrestri "buoni" e i soliti alieni "cattivi" che non hanno altro di meglio da fare che invaderci...) mostrano due atteggiamenti tattici radicalmente diversi già con i mazzi semplificati previsti dallo scenario: più coordinati tra loro e diversificati i terrestri, più dipendenti dal danno diretto e dagli eventi speciali gli alieni.
Ad ogni modo, BG è un gioco nel quale si deve pensare e pianificare. In quanto comandante dei Wretcheridians (gli alieni di cui sopra... ma io preferisco girare il background e pensarmi alla guida della coraggiosa lotta per l'indipendenza di un gruppo di colonie spaziali ribelli... *grin*) ho ad esempio scoperto che le mie potenti navi sono alquanto fragili una volta crollati i loro scudi; la soluzione è attendere qualche turno prima di lanciare all'assalto per dotarle di sistemi di rigenerazione degli scudi e di apposite armi aggiuntive che mi permettano di tenere a distanza gli agili umani. Menzione d'onore per i miei caccia, una vera rottura di scatole per il terrestre nella migliore tradizione dei caccia Zero giapponesi o dei TIE Fighter imperiali... attaccabili solo da esagoni adiacenti, impervi alle collisioni e specializzati nell'eliminazione di navi già  danneggiate. Ah, e con l'impiego di una carta speciale si rigenerano pure!
Il gioco ha senz'altro sofferto per la semplicità dello scenario ma ciò è facilmente rimediabile scegliendone altri - ce ne sono diversi dalla ricognizione alla scorta - e seguendo le regole per la personalizzazione del mazzo delle carte e delle flotte. Per non parlare di quelle che saranno le inevitabili espansioni e unità aggiuntive che ci ritroveremo nei prossimi mesi...
Battleship Galaxies rientra insomma a pieno titolo in quella nicchia di wargame come Summoner Wars, apparentemente ipersemplificati ma in realtà dotati di notevoli sfumature tattiche grazie all'interazione tra le abilità speciali e i movimenti sulla mappa.
Niente male per un cugino del Monopoly!

domenica 18 settembre 2011

Giocaroma: ecco le foto del 2011!

Come vi avevo promesso, ecco le mie foto di Giocaroma. Menzione particolare a Zerloon e Gnotta per l'ottimo lavoro svolto sul progetto "Apocalisse Zombie" e a Lead Addicted per il fantastico Zen Garden.


Buona visione!

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