lunedì 28 novembre 2011

Friday, bloody Friday...

Negli Stati Uniti - grande Paese - hanno tante tradizioni che suonano un po' strane agli orecchi di noi europei. Ammazzano tacchini prima del Natale. Hanno una strana roba che chiamano pizza, che pizza non è ma rimane comunque molto buona. Ingurgitano tazzoni di liquido nerastro bollente che si ostinano a definire caffé, che caffé non è ma rimane una vera e propria schifezza. E vanno pazzi per i venerdì. Specialmente quelli neri.
Stiamo parlando del Black Friday (se qualche amico e lettore americano può dirmi da dove viene questo nome gliene sarei grato!/I would be very grateful to any American reader and friend who can tell me why Black Friday is named as such!), ossia il primo venerdì dopo il Ringraziamento. Una giornata apparentemente come tutte le altre, se non fosse che per tradizione in quelle 24 ore i negozi fanno sconti folli su buona parte del loro assortimento. Lo fa la Apple e lo ha fatto anche Miniature Market, che con sconti dal 10 all'85% ha dato tutto un altro significato al mio venerdì.
Il risultato di questa folle corsa all'acquisto a prezzi davvero ridicoli - vedevo letteralmente le quantità di merce disponibile diminuire di fronte ai miei occhi! - sono state un bel po' di unità prussiane e britanniche per Dystopian Wars, 1960: The Making of the President (celebratissimo gioco sulla campagna elettorale Kennedy/Nixon), Price of Freedom (l'ennesimo strategico per la mia adorata Guerra Civile Americana, questa volta card-driven con meccaniche che mi ricordano un po' Twilight Struggle) e gli ultimi rinforzi che mancavano alla mia collezione di Summoner Wars.
Parlando del quale...
TA-DAAN!!! SORPRESA!!!
Ebbene sì, con un po' di ritardo ma sempre graditissimo, è arrivato il mio regalo di compleanno 2011: il master set, che oltre a ben sei fazioni nuove da giocare include finalmente una bella mappona plastificata degna di questo nome. Altro che quegli orribili fogliettoni di carta tutti spiegazzati delle prime scatole! Grazie, Zerloon, per la pazienza che hai avuto nel procurarmelo... ci giocheremo un bel po'!
E visto che c'eravamo, aggiungiamo al pacchetto una bella serata in associazione, dove ho potuto colmare una mia grave lacuna, ossia quel Seven Wonders di cui parlano un po' tutti.
L'ultima volta che ho provato un gioco così sulla cresta dell'onda, i risultati sono stati pessimi. Vi dico solo una cosa: si trattava di Agricola.
E' stato quindi con un certo timore che mi sono avvicinato a questo card game, il quale però mi ha sorpreso molto positivamente. Innanzitutto, capisco il perché di un tale successo, vista la grande varietà di strategie applicabili, la possibilità di recuperare sempre e di non rimanere mai irrimediabilmente "indietro", l'ottimo bilanciamento complessivo del gioco e perché no anche la veste grafica molto accattivante.
La mia situazione alla fine della terza era. OK, ho pompato un tantino l'esercito...
In pratica, siamo chiamati a controllare una delle grandi civiltà del passato. Nel corso di tre ere dovremo procurarci risorse naturali, ampliare le nostre capitali e costruire la nostra meraviglia. Il tutto tenendo d'occhio cosa farà il vicino, dal quale potremo acquistare anche risorse che non abbiamo ma che potrà minacciarci con la sua espansione militare, e magari buttando uno sguardo anche agli altri giocatori più "lontani" per evitare inutili competizioni.
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplesso, però, è proprio l'interazione, massima tra i giocatori vicini di posto (geniale la meccanica militare: se il mio vicino comincia ad affilare le sue spade, io devo assolutamente spendere risorse per difendermi e instaurare una escalation degna della migliore corsa agli armamenti!) ma praticamente nulla con tutti gli altri, chiusi in un lontano emisfero del quale tranne che per un calcolo delle risorse ancora disponibili possiamo anche un po' disinteressarci. L'elemento fortuna viene comunque ben compensato dal fatto che non si gestisce semplicemente una mano di carte ma che ad ogni turno le carte vengono fatte girare tra i giocatori, così da aumentare il numero delle scelte disponibili e costringendoci a prendere decisioni difficili (costruisco adesso un pantheon che poi potrebbe non capitarmi più in mano oppure apro un'altra cava di pietra che mi permetterà di costruire l'ultimo stadio della mia meraviglia?).
La mia partita è andata decentemente - mi hanno detto che 43 punti per un neofita non è un cattivo punteggio - e mi sono accorto di non aver dedicato abbastanza attenzione al procacciamento delle risorse naturali all'inizio del gioco. Naturalmente, il mio spirito da vecchio wargamer incallito si è fatto notare, visto che alla fine del gioco ero comunque la civiltà militarmente più avanzata! Che ci volete fare, come diceva il Tullo Ostilio dei Sette Re di Roma di Gigi Proietti: "La guera...è guera. Gajardo, 'n artro concetto fondamentale!".
Concludeva il tutto un acquisto estemporaneo via iPhone di una collezione di diciassette colonne sonore di videogiochi indipendenti, consigliatemi dal buon Franz, per la modica cifra di dieci dollari. Musica elettronica molto bella e rilassante, compresa l'eccezionale colonna sonora di Minecraft.
Ciò detto, anche questo faticoso e proficuo venerdì è alle nostre spalle. Ma di Black Friday ce ne saranno molti altri!

3 commenti:

  1. Non ci dimentichiamo di Gnotta eh, il regalo è anche da parte sua :D

    Sono contento che ti piaccia 7 wonders, è un giocone :D

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  2. Verissimo! Grazie a tutti, voi che conoscete le mie pervers... ehm, i miei gusti ludici! ^___^ Dobbiamo far provare SW anche a lui, secondo me gli piacerebbe!

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  3. Il mio amico americano mi diceva che questo è un modo di dire che viene dal gergo dei negozianti, che passavano ad avere un periodo di guadagni molto intenso che segnavano su un registro nero che appunto voleva dire profitti, mentre sul rosso si segnavano le perdite, da qui anche la perifrasi "essere in rosso"....
    Com'è che a me non chiedi mai???:PPPP

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