mercoledì 16 febbraio 2011

Riemergendo dalle nebbie...

Amici carissimi, che settimane!

Orari d'inferno e lavoro a pacchi in ufficio hanno prosciugato le mie energie e mi hanno forzatamente impedito di seguire il blog. Per fortuna, però, anche se saltuariamente sono riuscito a organizzare qualche seratina ludica riportando - strano a dirsi - una insolita quantità di vittorie. Che lo stress faccia bene alle cellule grigie?

Una rapida panoramica delle mie prodezze parte da quelli che sono ormai due grandi favoriti del sottoscritto. Se nel primo caso - Memoir '44 - sono riuscito pur se con difficoltà a rintuzzare un contrattacco tedesco sferrato ai danni delle teste di ponte in Normandia, nel secondo - Dust Tactics - ho continuato a provare i vari scenari di gioco sperimentando per la prima volta l'impiego di tutte le unità contenute nella scatola base. E il risultato è stato così soddisfacente che ho ordinato altre truppe per rinfoltire le mie armate!

Un'immagine del Feldmaresciallo Rommel ci sta sempre bene, per definizione.

Qualche sera dopo è stata la volta di un altro grande titolo, il nuovo Battle Cry. Visto che qualcuno mette talvolta in discussione la mia onorabilità sostenendo che nello scegliere gli scenari prendo sempre l'esercito favorito, questa volta ho deciso di assumere il comando dello schieramento sudista a Little Sugar Creek, impegnato a difendersi dall'assalto di un contingente decisamente superiore in numero. E ovviamente ho avuto la meglio, sbaragliando una metà delle truppe nemiche prima dell'arrivo del resto degli yankees. Anche se lo scenario era molto veloce e decisamente soggetti ai capricci della fortuna (ok, ok, un mio cecchino è riuscito a stendere il generale nordista al primo colpo...), sono contento della mia performance tattica. Forse tutte le batoste che ho preso in passato sono servite a qualcosa!

Esperienza ben diversa è stata quella di Serenissima, un bello strategico che combina secondo me in maniera efficace meccaniche da wargame con elementi tipici dei giochi alla tedesca (cubetti a non finire!). I giocatori sono al comando di quattro grandi potenze navali del Rinascimento - Venezia, Genova, Spagna e Turchia - e sono chiamati a costruire una vasta rete di commerci scambiando diversi prodotti tra tutte le regioni del Mediterraneo. Ogni volta dovranno bilanciare le esigenze della conquista militare con quelle della loro rete commerciale, visto che le navi avranno una capacità di carico limitata: le si dovrà dunque riempire di merci rendendole appetibili e vulnerabili ad un improvviso attacco avversario, oppure le si dovrà stipare di soldati pronti a conquistare i porti di sbarco? L'unica pecca del gioco è che è stato rigidamente concepito per essere giocato in quattro e  già in tre soffre di alcuni squilibri. Dal canto mio, avendo avuto in sorte la Turchia (anche se la prima pesca mi aveva visto prendere la più difficile Venezia e gentilmente il proprietario del gioco mi ha concesso di gestire una nazione più semplice) ho deciso di giocare in modo un po' "anomalo", con un Turco pacifista e disponibile a scambiare le proprie mercanzie con chiunque. Eccezion fatta per un paio di assalti contro un Veneziano troppo espansivo, ho stabilito senza colpo ferire un'area di influenza che andava dalla Grecia alla Libia e nella quale nessuno poteva entrare senza il mio permesso (il caso ha voluto che nell'elaborare questa strategia seguissi praticamente l'itinerario del mio viaggio di nozze!). Una volta fatto ciò, la vittoria è praticamente venuta da sola, mentre il Veneziano e lo Spagnolo si ritrovavano a combattere per il controllo dell'Italia e del Maghreb.

Venezia, la Serenissima, dà il titolo all'omonimo gioco. Scelta singolare, visto che è la potenza che parte con minori prospettive di vittoria. Un po' come uno strategico della Seconda Guerra Mondiale che si chiami Avanti, Savoia!

Ma non di sole cannonate vive un giocatore e quindi eccomi qui alla guida della mia vettura di Formula Uno in Bolide! Questo gioco è secondo me un piccolo gioiello davvero misconosciuto. Invece di usare i fortunosi dadi del ben più noto Formula Dé, il sistema di movimento vettoriale di Bolide costringe i piloti a usare il cervello oltre che il piede dell'acceleratore. Poiché la forza del movimento che compie la vettura ce la ritroviamo addosso anche alla mossa successiva, le traiettorie possibili si riducono drasticamente e arrivare troppo veloci ad una curva equivale a ritrovarsi sicuramente spiaccicati contro un muro il turno successivo. E così, come per magia, ci si ritrova tutti a dover impostare degli approcci corretti alle curve, effettuando il più classico dei sorpassi in staccata o sfruttando la scia dell'avversario nella speranza di non perdere troppa velocità. Nella corsa dell'altra sera mi sono ritrovato in testa fin dall'inizio e con una guida a dir poco "antipatica" (chiusura delle curve in faccia agli avversari e resistenza passiva ai loro sorpassi con tanto di "sportellate") sono riuscito a mantenere per quasi tutta la gara la mia posizione. Nonostante un mio primo recupero in extremis in una chicane nella quale mi sono infilato nell'ultimo metro libero prima del rettilineo, sono stato infatti costretto a cedere all'ultima curva a causa di un mio comportamento troppo "prudente" (ho staccato l'acceleratore una frazione di secondo troppo presto!). Complimenti al mio avversario, nonché al terzo classificato Gnotta che con la sua guida molto precisa è riuscito a recuperare quasi del tutto un brutto testacoda iniziale e sarebbe stato nuovamente pericoloso, qualora avessimo fatto anche il secondo giro previsto dal regolamento. Una sconfitta relativa, ma dire che mi sono divertito è poco!

VRUUM VRUUM!!!

Insomma, questo periodo di iperlavoro mi ha spinto ad apprezzare ancora di più i momenti che riesco a dedicare al gioco. Di conseguenza ho pianificato una serie di acquisti che mi permetteranno di dedicarmi ad alcuni giochi che da troppo tempo ho lasciato colpevolmente in disparte.

Il primo è Battlelore. Con l'arrivo degli ultimi supplementi che mi mancavano e l'acquisto in Germania di due figure promozionali (il Gigante delle Colline e l'Elementale della Terra) anche qui la mia collezione è praticamente completa. Non vedo l'ora di buttarmi a capofitto in questo strano wargame mezzo medievale e mezzo fantasy, con le sue regole di campagna, la sua elevata versatilità e il suo imprevedibile mazzo degli effetti speciali.

Il secondo è Song of Drums and Shakos, un regolamento skirmish napoleonico che segna il ritorno della mia passione modellistica. Pochi pezzi per parte e il mio periodo storico preferito, uniti ad un ottimo regolamento di cui avevo già parlato diverso tempo fa, promettono grandi battaglie. Con l'incetta che ho appena fatto di pezzi della Victrix e della Perry, nonché con gli ottimi edifici spagnoli della Empress, i prossimi mesi mi vedranno impegnato a preparare le mie squadre di cavalleria e fanteria inglesi, portoghesi e francesi!

Tutte cose delle quali vi terrò debitamente aggiornati!

Nicolas Jean-de-Dieu Soult (1769-1851), uno dei più grandi marescialli di Napoleone. Se non ricordo male, proprio di lui l'Imperatore diceva (un po' impietosamente) che era capace di far comparire dal nulla 50.000 uomini, ma che poi non sapesse cosa farsene. Un po' come me con le miniature, insomma...

2 commenti:

  1. Wow, alla faccia dell'aggiornamento!

    Cmq faccio formale richiesta che alla prossima occasione porti Bolide, così finalmente mi fate provare questo gioco da tutti osannato.

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  2. Senz'altro! E' un gioco che mi piace di più ad ogni singola partita!

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